Saludame mamita

L'avventura del collettivo Pommefritz sulle montagne andine dell'Ecuador...
Wed Jul 25

A distanza di qualche mese...

Si, siamo rientrati. Tutto tranquillo. Per chi volesse prendere visione del progetto, il tutto è pubblicato sul sito Pommefritz. Le foto non sono poche, ma portate pazienza e guardatevi il tutto per benino. Fino ad oggi abbiamo avuto modo solo di mostrarle presso la sede del Gruppo Fotografico La Ghiacciaia di Marmirolo, ma alcune sorpresone sono in cantiere…

Nel frattempo Mauro ha deciso di mollare la ristorazione e di passare alla gestione di un Albergo Meublè in quel di Mantova. La famiglia Manuini è sempre più proiettata al turismo, visto che il fratello di Mauro, Leonardo, si occupa del migliore bed and breakfast della provincia di Mantova, oltre che a regressioni, massaggi ayurvedici ed ipnosi. Se siete stressati, vi consiglio lo Shirodara, che ho testatato con soddisfazione direttamente nella sala relax del b&b. Chissà che i due fra qualche anno non arrivino a possedere una catena alberghiera, in stile Holyday Inn, e che Athena non diventi la Paris Hilton tricolore… :-)

Per i turisti alla ricerca di dimore di charme e design a Mantova, la soluzione è Charme Mantova.

Fri Apr 27

Buena suerte

Ci siamo, tra poco prenderemo il primo dei voli interni, che ci portera’ da Cuenca a Guayaquil, grazie ai servizi offerti dalla compagnia colombiana Aerogal. In questi giorni internet e l’Ecuador non sono stati interconnessi, per cui niente foto o commenti. Non mi va di scrivere, sono troppo stanco, bolso e malinconico per affrontare uno qualsiasi dei temi che meriterebbero ben piu’ spazio che una paginetta sul web. L’inaugurazione e’ andata molto bene, si e’ presentato perfino l’ambasciatore di Francia, che avrei preso volentieri a testate, ma anche tante altre persone, tra cui artisti, musicisti, scrittori e critici d’arte… sono nate possibili sinergie, vedremo in futuro come butta. Dicevo, tante persone che abbiamo conosciuto si sono prese la briga di farci visita, alcune delle quali potrei gia’ tranquillamente chiamare amici, amici che ho voluto salutare uno ad uno questa mattina, perche’ in questi casi si dice sempre arrivederci, anche se poi molto spesso si tratta di un addio… ci si scambia email, indirizzi, buone intenzioni e propositi. Rimarra’ il ricordo di un esperienza bellissima, che mi ha arricchito sotto ogni aspetto: ci hanno trattati come figli, ci hanno coccolato ed aiutato, ci ciamo sentiti artisti, manco fossimo Bernego Gardin o David Lachapelle. Il presidente della Biennale ci ha prospettato un nuovo coinvolgimento per la prossima edizione, per cui magari tra due anni saremo qui, ma non e’ detto che non si finisca a l’Havana, Sao Paolo, Buenos Aires o Montevideo… :)
Partire e’ un po’ morire, ho voglia di tornare a casa, dopo tre settimane di latitanza, ma allo stesso tempo vorrei restare; in un certo senso si puo’ anche dire che sia cosi’, visto che cmq le foto resteranno ancora due mesi appese in calle Hermano Miguel, presso la casa del “Pita”.
Ciao Pita, ciao Patricio, ciao Gustavo, ciao Bernardo, ciao Pancho, ciao Nathan, ciao Pepe, ciao Tania, ciao Angelica, ciao Rene’, ciao Pablito, ciao Fran, ciao Liliana, ciao Katrina, ciao Jessica, ciao Ricardo, ciao Maria Dolores, …arrivederci a tutti, buena suerte a tutti!!
Wed Apr 25

expo paralela

Ci siamo, l’allestimento e’ agli sgoccioli, mancano solo alcuni dettagli ma il grosso del lavoro e’ fatto. Sono arrivate anche le brochure pubblicitarie, il cui testo cita:

N.EE.UU.
Nosotros “Estamos Unidos”

Este proyecto esta’ inspirato en el trabajo de los artistas sobre la migracion campo-ciudad ocurrida a fines de los 50 en la valle de Po-Italia, producto de la industrializacion y la invasion de multinacionales de alimentos, que obligaron a agricultores y ganaderos a abandonar los campos en busca de nuevas oportunidades.

Por encargo especial de la IX Bienal Internacional de Cuenca, se propuso un cambio en su proyecto inicial para abordar el tema migratorio que afecta al austro ecuatoriano y de manera especial a la provincia de Azuay. A traves del lente de su camera, Mauro y Max nos muestran una realidad que muchas veces se pierden a nuestros ojas.

L’inaugurazione del nostro evento e’ prevista per domani mattina alle ore 11 mentre quella ufficiale della biennale per questa sera alle ore 20.00. Non so in che stato arriveremo a compimento del trabajo…

Tue Apr 24

Intenet

Quest’oggi intenret da queste parti e’ un miraggio, ho girato tre internet point senza successo. Solo su questa postazione di fortuna sono riuscito ad accedere alla rete, anche se la connessione e’ molto stretta e poco larga. Luigi mi ha detto che finalmente il Mantova e’ tornato alla vittoria, qui stiamo guardando la partita del Milan con il Manchester… Dicevo dell’Inter, della vittoria… dai, che male possono fare, se vincono un po’ tutti ci si diverte di piu’ e chissa’ che cosi’ la benzina torni a costare un po’ di meno. Bene, too. :)

Mi sono reso conto che in Ecuador hanno un trip deciso per le uniformi, parecchia gente ne indossa una: bambini con quella scolastica, gendarmi, poliziotti, guardie private, controllori del traffico, controllori dei controllori, spazzini, promoter turistici… un delirio. Che sia per questo motivo che in Sud America hanno avuto cosi’ tante dittature militari?

La receptionist mi sta guardando male, e’ ora che le ceda il pc. Magari prima pero’ mi cancello un po’ di extra dalla lista dei “dovuta”, tanto non se ne accorge e ha lasciato aperto il programma della contabilita’. :)

Mon Apr 23

Barbiere

Dopo quasi tre settimane di latitanza, la mia faccia ha fatto nuovamente conoscenza con una lametta. Questa mattina mi sono deciso ad andare da un barbiere, complice un aspetto piu’ da narcotrafficante che da turista. Pensavo di risolvere la questione in pochi minuti, ma ho scoperto che a queste latitudini su certe cose non si scherza: sono uscito dal negozio 45 minuti dopo, non riconoscendo piu’ al tatto i tratti somatici del mio viso… il gentile barbiere mi ha preso in consegna, ha protestato anche per lo stato dei capelli, ma l’ho convinto a soprassedere e a dedicarsi solo a quello per cui lo pagavo. Ogni pelo, ogni millimentro della mia  faccia e’ stato analizzato, tagliuzzato, rasato, ammorbidito, cosparso, massaggiato ed infine trattato con creme e dopo barba vari. Un vero piacere, ho chiuso gli occhi ed ho aspettato che finisse. Non credo di avere mai avuto la barba cosi’ a posto come quest’oggi. Dicevo, 45 minuti di seduta: credo che in Italia, sommando tutti i secondi dedicati alla pratica rasoio, non arriverei a tanto nemmeno in un anno. Dicevo, ancora, che qui non si scherza sui dettagli: scarpe linde e perfette, barba sempre in ordine, capelli… gia’ i capelli, il barbiere non convinto delle mie parole, mi ha pure pettinato. Sembravo un attore da telenovelas, appena uscito ho provveduto a spettinarmi nuovamente. :)

Poco fa siamo stati a Radio El Mercurio, dove un gentile giornalista ci ha intervistato. Non so sinceramente cosa sia uscito da tutto cio’, anche perche’ il nostro spagnolo trae origine solo da canzonette, pubblicita’ e calciatori sudamericani. Ad esempio, alla domanda “perche’ lavoriamo in due”, ho risposto che “due is mei che uan” o alla successiva, dove ci veniva chiesto di parlare dei progetti futuri, li ho spiazzati con un “vamos a la playa”. No dai, scherzo, e’ bello constatare come comunque ci si possa capire anche a distanze siderali, se solo se ne ha voglia. Penso a quando in Francia ho chiesto “one coke” e il cameriere ha evidenziato di non capire la mia richeista. One coke??? Coca? Cola? Fanculo anche la Francia. E’ capitato anche che ci chiedessero info sulla finale di Coppa del Mondo, su Zidane e Materazzi.. a proposito, ieri grazie al satellite ho visto la festa tenutasi in piazza Duomo a Milano per il 15^ scudetto interista. Bene. Tornando alla radio, il tutto e’ durato piu’ o meno un ora, dove si e’ discusso di fotografia, politica, arte, europa, italia, ecuadror… io sono diventato Boscini, la “ch” proprio non la dicono, se non scrivendo “Bosquini”, mentre Manuini e’ rimasto Manuini e pace.

I sudamericani hanno anche una particolare predilezione per i diminutivi; tutto ha un diminutivo ed e’ preferibile usare questo e non la forma normale. Un pelo diventa un pelito, la quenta e’ la quentita, la mamma e’ mamita, chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Quando dico di chiamarmi Massimiliano quasi non credono alle loro orecchie: un superlativo? Qui? Ma da dove vieni? Ho deciso di presentarmi come Massimino, almeno al cospetto di Pablito, Riccardito e Juanito non avro’ complessi di… superiorita’. :)

Sat Apr 21

Allarme

In Ecuador il silenzio non esiste, ogni macchina, palazzo, bicicletta che si rispetti ha il suo bravo sistema d’allarme. Tutte le ore del giorno sono “disturbate” da ogni tipo di suono, beep e lampeggio possibile. Anche le auto piu’ vecchie e scassate dispongono del proprio deterrente per ladri, che emette qualcosa tipo beep beep bepp Neeeee Neeeee Uiu Uiu Uiu ad un volume altissimo. Un altro trip che hanno qui e’ legato alla pulizia delle scarpe: ad ogni angolo pulitori provetti provvedono, per pochi spiccioli, a lucidare per benino gli zapatos. Anche i bambini sono vittima di questo sistema e non pochi si siedono sull’apposita seggiolina, vittime di questa mania da pulizia che non credo abbia eguali in altre parti del mondo.
Fri Apr 20

Etichetta

La giornata di ieri e’ stata incredibile, sotto molti punti di vista. Purtroppo ne sono testimone solo io perche’ Mauro e’ rimasto inchiodato in albergo con un mal di denti che anche oggi non da tregua. Per gli strani casi del destino, ad un chioschetto conosco un giovane stilista di Cuenca, il quale ha un padre pittore, il cui studio e’ pochi metri avanti. Giocoforza finisco nell’atelier dell’artista, il quale e’ veramente un personaggio pazzesco: circa 60 anni, capelli bianchissimi e molto lunghi, che porta raccolti grazie ad un elastico, parla 5 lingue ed e’ stao in ogni angolo del globo, Italia inclusa. Mi offre il caffe’ e cominciamo a parlare del piu’ e del meno. Otto ore dopo ci salutavamo, non prima pero’ di essere stati ad un simposio dedicato alla poesia latina, ad un’inaugurazione e ad una festa di compleanno…

Il simposio si e’ tenuto presso la sede Cuencana della Banca del Austo, ed erano presenti i piu’ alti capoccioni locali. L’etichetta da queste parti e’ una cosa serissima, non si schera. Si comincia con l’inno dell’Ecuadror, si prosegue con un apripista che saluta il pubblico e tutti i relatori, relatori che vengono apostrofati tipo “Saluto l’esimio ed illustrissimo avvocato nonche’ patriota Juan Pablo Pippero de la Vega, Saluto il magnifico Presidente della Confraternita dei lattai, Avvocato Pablo Bernardo Lopez Fernando, …”. Fin qui ci puo’ anche stare, se non fosse che poi ogni relatore, quando comincia, risaluta tutti alla stessa maniera. Alla fine conoscevo i nomi a memoria di tutti i convenuti, cosa non da poco se si pensa che in media ne hanno quattro ciascuno. In conclusione, inno della citta’ di Cuenca e saluti finali. Le poesie pero’ erano molto belle, cosi’ come il rinfresco finale era di gran classe: pesce, dolcetti, vino bianco… in pratica abbiamo pranzato grazie alla generosita della banca.

Thu Apr 19
Un’altra clip dell’Istituo de Arte Contemporanea di Cuenca. Sui pannelli che vedete da sabato cominceremo a montare le foto. Ci aiuteranno alcuni studenti dell’Istituto Turistico.
Un’altra clip dell’Istituo de Arte Contemporanea di Cuenca. Sui pannelli che vedete da sabato cominceremo a montare le foto. Ci aiuteranno alcuni studenti dell’Istituto Turistico.
Uno dei tanti mercati della zona. Il tempaccio non rende giustizia alla situazione.
Uno dei tanti mercati della zona. Il tempaccio non rende giustizia alla situazione.

Cuenca

Oggi piove, non una novita’. Ne abbiamo approfittato per fare i turisti, visitando un paio di mercati coperti e la Cattedrale, che ancora non eravamo riusciti ad affrontare. Le chiese qui sono molto belle, anche se ai nostri occhi appaiono senz’altro un po’ spoglie, ma daltrocanto il rinascimento lo abbiamo avuto in Italia e non in Ecuador. Inoltre spesso vi si trovano elementi alquanto pacchiani, come una statua di Giovanni Paolo II in gesso che ancora grida vendetta. E’ incredibile quanto siano religiosi a Cuenca, l’ho gia’ scritto, ma fa un certo effetto vedere le chiese piene e la gente fuori che cerca di entrare senza successo.

Questa sera, alle 20 ora locale, saremo all’inaugurazione di un evento parallelo, quello dedicato al pittore argentino Ariel Dawi, che qui e’ uno dei piu´conosciuti e rispettati. In questi giorni abbiamo conosciuto gente ti tutti i tipi, artisti, pittori, curatori, fotografi, guide turistiche, conferenzieri: la Biennale di Cuenca e’ un tourbillon di iniziative ed attivita’, persone e luoghi, …
Piu’ sotto ho accennato al luogo che ospitera’ il nostro Evento. E’ una casa coloniale recentemente restaurata, bellissima, con un patio centrale in cui mancano solo Ortensia, Zorro e Huerta. E’ uno dei posti piu’ belli di Cuenca e attualmente vi trova sede l’Istituto di Arte Contemporanea.

Wed Apr 18
Quello che manca e’ nella nostra panchita…
Quello che manca e’ nella nostra panchita…
Uno dei panorami che si possono ammirare nella zona.
Uno dei panorami che si possono ammirare nella zona.
Un dettaglio di quanto spiegato sotto. Buona notte a tutti…
Un dettaglio di quanto spiegato sotto. Buona notte a tutti…
Questa e’ una delle famose casupole, sulle Ande, i cui abitanti sono diretti discendenti degli Incas. Quelli che vedete sono gli animaletti che mettono nel letto per riscaldarsi. Qui li chiamano Cuye. Nella foto sopra un partciolare.
Questa e’ una delle famose casupole, sulle Ande, i cui abitanti sono diretti discendenti degli Incas. Quelli che vedete sono gli animaletti che mettono nel letto per riscaldarsi. Qui li chiamano Cuye. Nella foto sopra un partciolare.
L’interno dell’Istituto de Arte Contemporanea, in Calle Hermano Miguel, che ospitera’ la nostra esposizione. Il titolo ufficiale del progetto e’ “N.E.U. (Nos Estamos Unidos)” e trae origine dal fatto che buona parte degli emigranti dell’Ecuador vola negli Stati Uniti. Sullo sfondo si notano alcuni dei pannelli 2x2m su cui saranno poste le foto, che sono in totale una novantina.
L’interno dell’Istituto de Arte Contemporanea, in Calle Hermano Miguel, che ospitera’ la nostra esposizione. Il titolo ufficiale del progetto e’ “N.E.U. (Nos Estamos Unidos)” e trae origine dal fatto che buona parte degli emigranti dell’Ecuador vola negli Stati Uniti. Sullo sfondo si notano alcuni dei pannelli 2x2m su cui saranno poste le foto, che sono in totale una novantina.