Saludame mamita

L'avventura del collettivo Pommefritz sulle montagne andine dell'Ecuador...
Wed Apr 18
Mauro studia il dossier fotografico…

Mauro studia il dossier fotografico…

Minestrone

Ore 15.30. Credo che il Sud America possa essere associato ad un minestrone, non perche’ qui si mangi il passato di verdura ma perche’ ovunque ti giri, in ogni posto in cui si possano posare gli occhi, ci trovi un po’ di tutto, dall’Europa ai latinos, dalla Spagna alle Ande. Ti basta acchiappare una persona qualsiasi, fermarla per strada, per ritorvare tra le pieghe del viso anni e anni di storia, tradizione, cultura, …

La gente qui e’ molto timida, non ti osserva mai direttamente. Forse per timidezza o pudore, ma da quel che mi dicono anche grazie agli effetti piu’ deleteri della religione. Guardati negli occhi significa essere una “puta”. Il sabato e la domenica sono i giorni piu’ tranquilli, qui a Cuenca, perche’ nessuno esce e si diverte in previsione della messa. La bisboccia e’ riservata al mercoledi’. Sarebbe mai possibile tutto cio’ da noi?

Una delle cose piu’ tristi dell’Ecuador sono i rapimenti. Beh, ora che ci penso li abbiamo anche noi, ma qui tanti spariscono per motivi medici. Bambini, ma anche adulti, vengono “carpiti allo scopo di recuperare organi, che verrano trapiantati su gente piu’ ricca e danarosa, magari negli Stati Uniti o in Europa. Capita di imbattersi in volantini, appesi lungo le vie o nelle chiese, in cui si chiedono notizie o informazioni su gente che non ha fatto ritorno a casa. Tranquilli, non dovremmo rischiare piu’ di tanto, gli stranieri non li toccano perche’ poi la polizia si darebbe da fare per il recupero. 

Tue Apr 17
Sarita Restourant

Sarita Restourant

San Luis Gonzaga. Un po’ di Mantova anche qui.

San Luis Gonzaga. Un po’ di Mantova anche qui.

Acqua tropicale

Ore 14.00. Piove. Mi dicono che da queste parti il mese d’aprile e’ dedicato all’acqua piovana. Forse non e’ nemmeno un male, visto che sicuramente la respirabilita’ dell’aria ne trarra’ giovamento. E’ incredibile il livello di puzza e di smog che emettono le carrette che circolano per Cuenca. Non e’ poi nemmeno male da un punto di vista emotivo: i colori si smorzano, la luce diventa piu’ tenue… credo che valga assolutamente la pena trovarsi in Sud America sotto la pioggia.

Convivio

Ieri sera siamo stati ospiti presso l’abitazione di Pablo Cardoso, pittore locale che il prossimo giugno esporra’ alla Biennale di Venezia. Si potrebbe benissimo coniare un nuovo slang, frutto dell’unione grammaticale dell’italiano con lo spagnolo e l’inglese. Qualcosa tipo “io non ablo the english idioma”. Una specie di evoluzione dello spanglish parlato dai chicos che vivono negli Stati Uniti, qualcosa che potrebbe chiamarsi spanglishano o giu’ di li. Ieri sera abbiamo parlato spanglishano, ma credo che alla fine tutti siano usciti piu’ che soddisfatti dalla seduta. Pablo e’ un pittore molto interessante, che si ispira molto alla fotografia. Ci ha spiegato un sacco di cose sul suo paese, ma non solo. Sapevate che la migliore cantante messicana si chiama Amarar (non sono sicuro si scriva cosi’) e che il top dei vini cileni e’ il Carmenero? No? Bene, ora lo sapete. Pablo e’ sposato con Janneth Mendez, anch’essa artista. I due non hanno figli ma presso casa loro vive una gatta enorme, la piu’ grande gatta che abbia mai visto, il cui nome e’ Panchita. Credo si possa scambiare tranquillamente per un cane, sicuramente pesa piu’ di Otto, il che e’ tutto dire.

Classica foto turistica, tra le rovine Inca di Ingapirca.

Classica foto turistica, tra le rovine Inca di Ingapirca.

Dialogo impossibile?

Dialogo impossibile?

Mercato domenicale

Mercato domenicale

Riposo sulla piazza di Chordeleg

Riposo sulla piazza di Chordeleg

Mon Apr 16

Reportage

Finalmente il laboratorio ci ha consegnato la prima tranche di foto, che utilizzeremo per l’esposizione. Domani dovrebbero arrivare le altre. Eravamo preoccupati per lo sviluppo e la stampa del tutto, ma devo dire che Gustavo non ha fatto un brutto lavoro. Con il “curador” domani faremo un sopraluogo all’Istituto de Arte Contemporanea, per decidere come allestire il tutto.

Il fast food del maiale

Il fast food del maiale

Mobility Manager

Non vi ho ancora parlato della mobilita’, vedo di riparare ora. Girano della macchine immonde, tutte scassate e che rendono l’aria spesso irrespirabile. Nessuno si ferma agli stop ed in prossimita’ segli incroci si limitano a suonare il clacson. Nessuno porta casco o cinture, nemmeno la polizia.

Quest’oggi siamo incappati in un plotone dell’esercito: mitra spianato, occupavano un intero isolato. Siamo passati in punta di piedi, badando a non fare rumore.

Qualche Fiat Uno primo modello si incrocia in giro, non ho visto altre auto italiane circolare, se non un paio di vecchi trattori.

La domenica ha confermato essere il giorno dedicato al Signore. A Cuenca sembrano essere molto religiosi e vi sono alcuni negozi che vendono oggetti ed oggettini a sfondo sacro. Capita di imbattersi in bazar dove accanto a mutande e scarpe si trovano statuine e santini, crocifissi o rosari. Un paio di giorni fa, in uno sperduto villaggio, una donnetta dopo avermi chiesto da dove venivo non ha saputo altro che dirmi Papa, come commento alla mia italianita’. 

Notturno Ecuadoriano

Siamo appena tornati in Hotel, piove. E’ incredibile come possa cambiare il tempo nel giro di poche ore; oggi c’era un caldo afoso tipico delle nostre parti, ora Giove Pluvio fa senitre la propria voce con insistenza. Mi sono scottato le braccia, e’ strano dirlo ora che indosso giubbino e felpa. La cena e’ passata, grazie ad una zuppa di cipolle ed ad un piatto cileno di cui non ricordo il nome. Poi un the caldo in un locale dipinto tutto di blu, la cui colonna sonora ha proposto prima Albano e poi Pupo. Chissa’ se lo sanno che qui hanno un pubblico di affezionati che li segue con immutata stima da un sacco di anni (visto il repertorio); potrebbero partecipare con maggior successo ad un festival musicale sud americano invece che stressare tutti noi con Sanremo.

La citta’ e’ un deserto, forse il coprifuoco, forse la pioggia. L’election day terminera’ domani, vedremo se gli abitanti del luogo torneranno ad uscire di casa. L’Ecuador e’ la terra degli estremi: giovedi’ per il compleanno della Citta’ un tot di gente pascolava per le vie del centro, questa sera tutti a formire senza un perche’.

Cuenca e’ patrimonio dell’umanita’, la stessa aspirazione a cui punta Mantova. Il centro storico e’ in stile coloniale, ma diverse influenze fanno capolino tra un angolo e l’altro rendendo il tutto una miscellanea interessante di stili e colori. Pablo mi ha detto che uno degli immigrati piu’ ricchi ed influenti era di origine turca, ed infatti molte costruzioni sono in stile Ottomano. E’ strano trovare in Sud America costruzioni ricondicibili a quella parte dell’Europa che non tutti vorrebbero nella Comunita’ Europea. Sembrera’ incredibile ma ci sono un sacco di cinesi anche qui, coi loro bei negozietti e la loro mercanzia.

Sun Apr 15

Gualaceo

Ore 16.00. Domenica, tempo di mercato. La guida ci ha portato a Gualaceo, per una tradizione che abbiamo anche dalle nostre parti. Strani frutti e banane di tutte le forme ci hanno accolto. La gente si e’ dimostrata meno sensibile allo scatto, in molti non gradivano l’obiettivo puntato sui loro visi. Qualche foto di rapina l’abbiamo comunque fatta e la gloriosa Lomo ha salvato capra e cavoli: le dimensioni ridotte della macchinetta russa davano meno nell’occhio dello zoom della Canon. Forse reagirei male anche io se qualcuno tentasse di fotografarmi per strada, la prima cosa che penserei e’ di essere fuori dal comune, di avere qualche anomalia. Chissa’, forse per loro vale altrettanto o forse sono solamente stufi dei turisti invadenti…

Per pranzo una gradita sorpresa. In una specie di palazzetto dello sport, diviso su piu’ livelli, stazionavano ovunque venditori ambulanti di maiale. Maiale gia’ cotto, servito spolpandolo direttamente in loco e guarnito di verdura e cotenna. Il tutto va mangiato rigorosamente con le mani e sorseggiando la Inca Cola, che pablo mi ha consigliato perche’ stimola la digestione. Non ha nulla a che fare con la Coca Cola, assomiglia piu’ alla cedrata. Il maiale era squisito e poterlo gustare utilizzando solo le mani riavvicina a Dio.

Nel pomeriggio siamo finiti in un’altra cittadina, di cui non ricordo il nome, famosa perche’ abitata da abili artigiani, soprattutto gioielieri, orafi e cappellai: abbiamo preso due tipici copricapi locali, per poi sederci su una panchina a sganocchiare una granita. Sgranocchiare perche’ fatta ancora macinando il ghiaccio come da noi una volta.

Ques’oggi l’Ecuador e’ sato teatro di una consultazione popolare, per decidere se cambiare o meno la costituzione e aprire il paese ad alcune riforme. Praticamente da venerdi’ vige il coprifuoco: i locali non possono vendere nulla di alcolico e l’orario di chiusura e’ stato anticipato. L’alcolismo e’ uno dei grossi problemi di questo paese. Forse dovrebbero fare altrettanto anche da noi, chissa’ che poi la gente non possa votare meglio di quanto accade da qualche anno a questa parte.