Etichetta
La giornata di ieri e’ stata incredibile, sotto molti punti di vista. Purtroppo ne sono testimone solo io perche’ Mauro e’ rimasto inchiodato in albergo con un mal di denti che anche oggi non da tregua. Per gli strani casi del destino, ad un chioschetto conosco un giovane stilista di Cuenca, il quale ha un padre pittore, il cui studio e’ pochi metri avanti. Giocoforza finisco nell’atelier dell’artista, il quale e’ veramente un personaggio pazzesco: circa 60 anni, capelli bianchissimi e molto lunghi, che porta raccolti grazie ad un elastico, parla 5 lingue ed e’ stao in ogni angolo del globo, Italia inclusa. Mi offre il caffe’ e cominciamo a parlare del piu’ e del meno. Otto ore dopo ci salutavamo, non prima pero’ di essere stati ad un simposio dedicato alla poesia latina, ad un’inaugurazione e ad una festa di compleanno…
Il simposio si e’ tenuto presso la sede Cuencana della Banca del Austo, ed erano presenti i piu’ alti capoccioni locali. L’etichetta da queste parti e’ una cosa serissima, non si schera. Si comincia con l’inno dell’Ecuadror, si prosegue con un apripista che saluta il pubblico e tutti i relatori, relatori che vengono apostrofati tipo “Saluto l’esimio ed illustrissimo avvocato nonche’ patriota Juan Pablo Pippero de la Vega, Saluto il magnifico Presidente della Confraternita dei lattai, Avvocato Pablo Bernardo Lopez Fernando, …”. Fin qui ci puo’ anche stare, se non fosse che poi ogni relatore, quando comincia, risaluta tutti alla stessa maniera. Alla fine conoscevo i nomi a memoria di tutti i convenuti, cosa non da poco se si pensa che in media ne hanno quattro ciascuno. In conclusione, inno della citta’ di Cuenca e saluti finali. Le poesie pero’ erano molto belle, cosi’ come il rinfresco finale era di gran classe: pesce, dolcetti, vino bianco… in pratica abbiamo pranzato grazie alla generosita della banca.