Barbiere
Dopo quasi tre settimane di latitanza, la mia faccia ha fatto nuovamente conoscenza con una lametta. Questa mattina mi sono deciso ad andare da un barbiere, complice un aspetto piu’ da narcotrafficante che da turista. Pensavo di risolvere la questione in pochi minuti, ma ho scoperto che a queste latitudini su certe cose non si scherza: sono uscito dal negozio 45 minuti dopo, non riconoscendo piu’ al tatto i tratti somatici del mio viso… il gentile barbiere mi ha preso in consegna, ha protestato anche per lo stato dei capelli, ma l’ho convinto a soprassedere e a dedicarsi solo a quello per cui lo pagavo. Ogni pelo, ogni millimentro della mia faccia e’ stato analizzato, tagliuzzato, rasato, ammorbidito, cosparso, massaggiato ed infine trattato con creme e dopo barba vari. Un vero piacere, ho chiuso gli occhi ed ho aspettato che finisse. Non credo di avere mai avuto la barba cosi’ a posto come quest’oggi. Dicevo, 45 minuti di seduta: credo che in Italia, sommando tutti i secondi dedicati alla pratica rasoio, non arriverei a tanto nemmeno in un anno. Dicevo, ancora, che qui non si scherza sui dettagli: scarpe linde e perfette, barba sempre in ordine, capelli… gia’ i capelli, il barbiere non convinto delle mie parole, mi ha pure pettinato. Sembravo un attore da telenovelas, appena uscito ho provveduto a spettinarmi nuovamente. :)
Poco fa siamo stati a Radio El Mercurio, dove un gentile giornalista ci ha intervistato. Non so sinceramente cosa sia uscito da tutto cio’, anche perche’ il nostro spagnolo trae origine solo da canzonette, pubblicita’ e calciatori sudamericani. Ad esempio, alla domanda “perche’ lavoriamo in due”, ho risposto che “due is mei che uan” o alla successiva, dove ci veniva chiesto di parlare dei progetti futuri, li ho spiazzati con un “vamos a la playa”. No dai, scherzo, e’ bello constatare come comunque ci si possa capire anche a distanze siderali, se solo se ne ha voglia. Penso a quando in Francia ho chiesto “one coke” e il cameriere ha evidenziato di non capire la mia richeista. One coke??? Coca? Cola? Fanculo anche la Francia. E’ capitato anche che ci chiedessero info sulla finale di Coppa del Mondo, su Zidane e Materazzi.. a proposito, ieri grazie al satellite ho visto la festa tenutasi in piazza Duomo a Milano per il 15^ scudetto interista. Bene. Tornando alla radio, il tutto e’ durato piu’ o meno un ora, dove si e’ discusso di fotografia, politica, arte, europa, italia, ecuadror… io sono diventato Boscini, la “ch” proprio non la dicono, se non scrivendo “Bosquini”, mentre Manuini e’ rimasto Manuini e pace.
I sudamericani hanno anche una particolare predilezione per i diminutivi; tutto ha un diminutivo ed e’ preferibile usare questo e non la forma normale. Un pelo diventa un pelito, la quenta e’ la quentita, la mamma e’ mamita, chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Quando dico di chiamarmi Massimiliano quasi non credono alle loro orecchie: un superlativo? Qui? Ma da dove vieni? Ho deciso di presentarmi come Massimino, almeno al cospetto di Pablito, Riccardito e Juanito non avro’ complessi di… superiorita’. :)