Saludame Mamita
Ore 14. Siamo reduci dalla prima sfacchinata fotografica, fatta qui attorno, in maggioranza pescando persone e viandanti. La nostra guida, Pablo Duran, ci ha accompagnato per le vie e le piazze di Cuenca. Siamo incappati nelle celebrazioni per il 450esimo anniversario della fondazione spagnola e l’aria che si respira e´di allegria e festa. L’ecuador e´un paese strano, pieno di contraddizioni: polizia ed esercito ad ogni angolo; persone diversissime tra loro, con tratti somatici contaminatissimi, circolano per le vie. Si intravedono tratti asiatici, andini ed europei e il loro approccio alle nostre avances fotografico varia molto: chi ci manda a quel paese, chi ci rincorre per chiedere uno scatto, chi manifesta indifferenza… i bambini sono bellissimi, anche se sovente li troviamo al lavoro come lustrascarpe o venditori ambulanti di caramelle. Molti quando hanno saputo che li fotografavamo per la Biennale hanno perso ogni ritrosia e si sono messi bellamente in posa. Anche i vecchietti non sono male, ci raccontano un po’ di tutto, ma soprattutto ci dilettano con analisi critiche della situazione politico sociale del paese. Bellissimo quando poi ti salutano dicendoti saludame mamita, che credo non necessiti di traduzione.