Ingapirca
Ore 17.00. Alcune peripezie legate al malfunzionamento del web ci hanno tenuti un po’ lontani dal blog. Prima in un internet point scalcinato la tastiera aveva addirittura le lettere sui tasti scritte col pennarello. Per noi netslaver una cosa dell’altro mondo. Ancora una volta, come ieri, vado di fretta: stiamo usando il pc usato dall’amministrazione dell’Hotel e mi stanno gia’ guardando male.
Detto quanto sopra, torniamo alle nostre peripezie andine. Tra ieri ed oggi abbiamo conosciuto la vera anima di questo paese: lontani dalla citta`, a 3000 metri di altezza, ci siamo fatti guidare alla scoperta degli abitanti delle Ande, un popolo ricco di storia e passato. Non mi stancherei mai di guardarli in faccia, ogni ruga, ogni espressione del viso racchiude un fascino incredibile. Mille domande ci sono frullate per la testa, alcuni ci sono stati anche a sentire e si sono prestati al gioco. Prima o poi pubblicheremo il tutto. Grazie ad una maestra, che ci ha portato a visitare il villaggio presso il quale da 22 anni presta servizio, siamo entrati nel cuore della vita di questa gente. Non trovo le parole per descrivere quello che abbiamo visto. In una casupola, di pochi metri quadrati e costruita come mille anni fa, quattro persone trovano giaciglio per la notte, riscaldati grazie ad alcuni “animaletti” che Mauro non ha saputo identificare, ma che descrive come piccole cavie o porcellini d’India. Custoditi in alcune gabbiette, probabilmente vengono liberati per la notte e utilizzati come pelouches naturali. Un po’ ovunque poi si trovano maiali, mucche, cavalli, pecore e cani. I maiali sono tenuti al guinzaglio, perche`non scappino. Generalmente un po’ tutti rifuggono la macchina fotografica, ma le parole della maestra hanno agevolato il nostro lavoro; forse qui il lavoro di insegnante e’ ancora rispettato. Doris, questo il suo nome, si alza alle sei, percorre svariati chilometri a bordo di un bus e per finire si spara 3 chilometri a piedi per raggiungere i fanciulli, tipo Gabriela, una bellissima bimba che ci ha particolarmente commosso.
Pablo chi ha poi portato ad Ingapirca, anctica fortezza Inca, costruita su un bel cocuzzolo e di cui oggi sono visibili solo alcuni resti. Si respira pero’ una tranquillita’ ed una pace incredibile, anche se poi puo’ capitare di sentirsi a Venezia. Alcuni ambulanti propongono mercanzia autoctona, tra cui penne biro, accendini, bamboline, oggettistica varia… non ho avuto il coraggio di controllare se riportassero made in China. Si perche’ i cinesi sono un bel problema anche qui, non solo dalle nostre parti. Per raggiungere Ingapirca ci abbiamo messo circa due orette: paesaggi naturali pazzeschi, gente di tutti i tipi un po’ ovunque. Incredibile poi la quantita`di pubblcita’ elettorali fai da te, con slogan molto nazional popolari, tipo “Fuerza y Passion, vota Marcelo”.